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Il gruppo di auto aiuto di ALICe FVG Trieste Onlus: una risorsa per confrontarsi ed affrontare l’ictus

Il gruppo di auto-mutuo-aiuto è un insieme di persone che hanno in comune una medesima condizione e che, nel confronto paritetico con gli altri, sperimentano momenti di condivisione, di crescita e autoaffermazione. Il principio base è l'assunzione di responsabilità della persona che, aiutando gli altri, aiuta e rinforza anche se stesso.

Il gruppo A.L.I.Ce. si incontra settimanalmente e la partecipazione è rivolta non solo a chi è stato colpito dall'ictus ma anche ai suoi familiari. L'inserimento e il coinvolgimento dei propri cari favorisce la consapevolezza che la malattia è una condizione dolorosa e difficile che coinvolge tutti quanti. Il gruppo è aperto, si può entrare ed uscire in qualsiasi momento, e la durata di ogni incontro è di circa un'ora e mezza. Il lavoro di gruppo vero e proprio è centrato sulle tematiche proposte dai singoli, ad esempio sul come affrontare la malattia, sulle emozioni ad essa correlate e sulla modalità di comunicazione all’interno del nucleo familiare e interpersonale. La persona acquisisce una propria consapevolezza, stabilisce nuovi legami, si confronta con gli altri e lavora sulla propria autostima. Per aderire al gruppo è importante avere una motivazione personale e un desiderio di cambiamento e di progressiva accettazione di sé.

Il lavoro di gruppo è autocentrato, ossia focalizzato sul “qui e ora” e i vari componenti diventano spontaneamente fonte di reciproco autorinforzo. È inoltre prevista la figura della psicologa che consente di facilitare la comunicazione per l’intero incontro. Gli obiettivi da raggiungere, all'interno di un clima di confronto e assenza di pregiudizi, sono: rafforzare l’immagine di sé e della proprie abilità residue, consapevolezza delle risorse; sviluppare nei componenti una modalità coerente di vedere se stessi; aiutare le persone ad esprimere i propri sentimenti; raccontare la propria storia; “in-formarsi” attraverso uno scambio di informazioni (ad es.su iter terapeutici, burocratici e di varia natura) e “formarsi” reciprocamente, ossia aumentare le proprie capacità individuali di affrontare i problemi al fine di fornire anche agli altri un sostegno morale e una maggiore consapevolezza della condizione di salute.

Per i familiari delle persone colpite da ictus, il gruppo può servire ad alleviare il distress, ad imparare a gestire dinamiche intrafamiliari con il proprio caro, risolvere conflittualità e paure. Il gruppo di auto aiuto, dunque, serve alle persone per uscire da una condizione di passività e diventare così protagonisti di se stessi aumentando il livello di competenza interpersonale migliorando così la qualità di vita.

dott.ssa Silvia Paoletti – psicologa e psicoterapeuta