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L’ictus è una malattia che colpisce il cervello? Se ci si attiene alla decisione della WHO ICD non lo è.

Nota:
L’ictus è la prima causa di disabilità severa a lungo termine. I pazienti colpiti da ictus ed i loro familiari , per veder migliorare sempre di più la loro condizione, confidano nei progressi della ricerca neurologica di base e della neuroriabilitazione. Dal punto di vista di un paziente non ha alcun senso che l’ictus rientri nella” famiglia” delle malattie cardiologiche. SAFE ( Stroke Alliance For Europe) sostiene con fermezza la necessità di tornare alla precedente classificazione ICD-11 che fa confluire tutti i tipi di ictus in un unico gruppo e ritiene che lo stesso debba essere inserito nel capitolo delle malattie del sistema nervoso.

Autori: Raad Shakir, Steve Davis, Bo Norrving, Wolfgang Grisold, William M Carrol, Valery Feigin, Vladimir Hachinski.

La revisione della decima Classificazione Internazionale Statistica delle Malattie e delle Relative problematiche attinenti la Salute (ICD-10) si è fatta attendere a lungo. La ICD-10 era basata su conoscenze e concetti medici datati dal 1980.Da allora la scienza e la pratica sono cambiate oltre ogni aspettativa. Il Comitato consultivo sulle malattie neurologiche (TAG) della WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la revisione della ICD-10 si è formato nel 2009; nella ICD-10 le malattie cerebro-vascolari erano elencate e descritte senza un ordine preciso ed in maniera piuttosto confusa in capitoli differenti.
Nel Marzo 2011, i Comitati preposti alle malattie neurologiche e circolatorie (TAGs) ,con il contributo dei rappresentanti della Classificazione WHO e dei Dipartimenti della WHO che avevano maggiore pertinenza con il problema in essere, hanno concordato che nella nuova Classificazione ICD-11 tutti i tipi di ictus dovessero essere raggruppati in un singolo gruppo che avrebbe dovuto trovar posto nel capitolo delle malattie del sistema nervoso. Tale decisione discende da un ragionamento trasparente : tutta la sintomatologia delle malattie cerebro-vascolari dipende da un “malfunzionamento” delle varie attività cerebrali; tale danno è, allo stato attuale, la seconda causa di disabilità globale. Il rapporto con la Demenza ed in particolare con la malattia di Alzheimer sta divenendo più esplicita e chiara.
La Sanità Pubblica deve focalizzare l’attenzione della popolazione sul riconoscimento dei sintomi neurologici acuti, garantendo di conseguenza un intervento medico immediato e l’inizio delle migliori terapie disponibili per salvare la vita e ridurre la disabilità. Va sottolineato, inoltre, che i costi dell’ assistenza e riabilitazione a lungo termine sono di importanza globale e richiedono una politica che va oltre gli usuali confini. Lo scopo, quindi, dell’ICD-11 è di produrre una Classificazione che possa riflettere le nuove idee ed i progressi nella conoscenza del XXI secolo.

Il 9 Settembre 2016 lo staff che si occupa della Classificazione nella WHO ha deciso unilateralmente di cambiare la decisione concordata 5 anni prima e spostare il capitolo delle malattie cerebrovascolari dalla Neurologia a quello delle Malattie del Sistema Circolatorio. Tale passo indietro non ha rispettato i criteri di trasparenza ed apertura richiesti dalla WHO nell’ assumere queste decisioni. Il tutto è avvenuto all’improvviso, all’insaputa dei Dipartimenti di Neuroscienze e dei Comitati Tecnici che sono stati soltanto consultati.
Vi è una vasta evidenza nella letteratura medica che dimostra come l’ictus debba essere considerato una patologia cerebrale. Conseguentemente la decisione assunta deve essere contrastata e cambiata: è necessario salvaguardare l’assistenza al paziente e provvedere affinchè vi siano delle adeguate risorse onde creare un sistema nel quale tutte le figure coinvolte nella cura dell’ictus possano agire per migliorare le condizioni di salute della persona.
Scopo principale di una classificazione che possegga i requisiti per essere considerata affidabile nel tempo dovrebbe essere, infatti, quello di occuparsi del benessere dei pazienti; tale fine pare difficile da raggiungere senza il riconoscimento che l’ictus è una malattia del cervello. Noi speriamo che il Dipartimento della Salute ed i Sistemi di Informazione della WHO possano essere nostri alleati nel contribuire a sostenere, insieme a tutti coloro che raccolgono i dati di salute nel mondo, le ragioni per migliorare la ICD. In sintesi questo è lo scopo di tutti quelli che cercano di ridurre gli effetti di malattie per le quali permangono ancora difficoltà di riconoscimento, come lo stroke , lavorando a tal fine assieme alla WHO quale primo attore.

N.B.
Va sottolineata l’importanza di tale articolo, in quanto al sistema di Classificazione delle malattie fanno riferimento i vari Governi per allocare le risorse e, quindi, per stabilire come vadano condotti la ricerca ed i successivi trattamenti terapeutici.